Ieri sera dopo alcuni mesi ho finalmente potuto rimettere in funzione il mio buon vecchio Acer. Uno sbalzo di corrente mi aveva fottu..ehm fatto saltare batteria e hd. Il signor BOW mi ha fornito i pezzi di ricambio ad un prezzo ragionevole e ieri il "bimbo" è rinato. Ovviamente ho colto l'occasione per fare un paio di upgrade:
- la RAM da 512 MB è passata a 2GB
- il vecchio disco da 40 GB a 5400 è stato sostituito da uno da 80 GB e 7200 rpm
Ora non mi resta che finire l'installazione del sw (ovviamente due partizioni con XP e Ubuntu) e poi potrò nuovamente sfruttarlo a pieno.
Altra notizia confortante, la wireless che avevo dato per defunta ha invece ripreso a funzionare.. mi sembra quasi di avere un pc nuovo!!!
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Ecco un semplice elenco di cose che ho in mente di fare nel blog prossimamente, tempo permettendo:
- Aggiornamento alla nuova versione di Wodrpress (2.3.2)
- Verifica che tornino a funzionare gli rss altrimenti ci dovrò mettere mano
- Aggiornamento di alcuni plugin
- In particolare quello per la gestione/upload delle immagini che dopo l'ultimo upgrade di versione sembra non funzionare.
- Creazione di una sezione del blog dedicata al codice dove
- riportare pezzi di codice che ho scritto/usato e che possono tornare utili ad altri
- presentare/descrivere librerie e componenti sw di un certo interesse
L'ultimo punto potrebbe essere gestito come una nuova categoria o (più probabilmente) con una nuova sezione dedicata solo a questo, magari sotto www.ajejeblog.net/code.
Naturalmente non so quando e quanto tempo avrò a disposizione.
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proprio oggi mentre spulciavo nel mio pc ( assieme a molti file porno) ho trovato cosa anni fa scrivevo dopo ovviamente aver ascoltato il mio cantante preferito " Masini" a voi i commenti, anche cattivi. Titolo " LA CORSA"
Concentrato, sicuro di se, abitante di un altro pianeta : così, proprio così appare l’atleta che si sta preparando ad una corsa ad ostacoli. Lui sa bene che si deve concentrare su ogni singolo ostacolo per tentare alla fine di essere il numero uno…. Il più veloce, il più preparato…. “Il vincente”.Ma se pur sia molto difficile la gara in se stessa l’atleta ha un vantaggio, un’enorme vantaggio.Lui sa che ogni ostacolo ha la stessa altezza, e che la distanza da ogni ostacolo è sempre la stessa.Ma provate ad immaginare se un’ostacolista dovesse superare i suoi ostacoli posti a distanze ed altezze diverse ,dovrebbe per ogni ostacolo improvvisare una rincorsa e ricercare ogni volta una tecnica di salto.Sarebbe impossibile, o per lo meno, molto ma molto più difficile della normale prova inoltre il tempo finale sarebbe più alto ma non paragonabile agli altri atleti.Infatti ostacoli a bassa altezza portano inevitabilmente vantaggi a velocisti mentre al contrario ostacoli molto alti porterebbero vantaggi ad atleti meno veloci ma più tecnici e il tempo finale sarebbe soltanto determinato dalla fortuna e o da una singola abilità fisica.In uno di quei momenti della mia vita in cui il sigaro è il dominatore del mio tempo perso e dove la mie strane idee si uniscono al fumo che esce dalla mia bocca, mi è sembrato molto logico paragonare questo strano tipo di corsa ad ostacoli alla nostra strana vita.Infatti le domande che sempre si è posto l’uomo “cosa è la vita?” , “qual’è lo scopo della vita?”forse non hanno e non avranno risposta ma una cosa è certa la vita di un uomo è molto ma molto simile a quella strana corsa ad ostacoli. Ne è la prova la nostra quotidianeità che ci porta giorno dopo giorno ad affrontare alti o bassi “ostacoli”di diverso genere(ostacoli lavorativi sentimentali etc.).Ma in che modo l’uomo affronta i suoi ostacoli nella sua breve corsa ? Bhe! Come ho detto prima bisogna inventarsi ogni volta una “rincorsa” che ci prepara a superare il nostro problema.Cosa in realtà è questa rincorsa ? Io credo che il nostro preparasi ad affrontare un problema sia molto soggettivo ed appunto varia da persona a persona . Come persona anch’io ho un mio personale modo di affrontare i problemi ma ciò che mi ha colpito è come persone di un certa esperienza di vita vanno incontro a problemi. Mi è capitato di osservare come persone colte cerchino sempre di capire il vero problema (Chi capisce bene la domanda ne conosce già per metà la risposta ) mentre persone più pragmatiche e meno riflessive ne affrontino subito di petto.Non vorrei mai entrare nel merito di giusto o non giusto di metodi (sono pur sempre soggettivi) ma vorrei solo capire che tipo di rincorsa prende colui che non affronta i suoi problemi.Cioè vorrei capire se il restare in una fase di stallo sia davvero una preparazione ad eventuali problemi.Quindi perché … perché un uomo teme di superare un ostacolo? Forse non si sente pronto … troppo banale pochissime sono le persone che dinanzi a problemi ne conoscono già la soluzione .Forse vuole solo rimandare a domani o a quando non si sa…il tempo aiuta è vero ma l’ostacolo resta .A volte penso che alcuni uomini non affrontino gli ostacoli che si trovano davanti solo perché superandolo potrebbero avere dinanzi ostacoli molto più grandi, altre penso che esiste davvero un “beneficio del dubbio”.Infatti ed è a questo che volevo arrivare: il non voler superare un’ostacolo è segno di preparazione o è segno di insicurezza e paura?Dato per certo che ciò che non conosciamo ci fa sempre un po’ paura la prima cosa più “logica” da fare è quella di conoscere al meglio ciò che non si conosce per limitare al minimo quello strano sentimento che ogni uomo ha: la paura.La cultura, sinonimo più elegante della conoscenza, è qualcosa che da sempre poeti e filosofi dei secoli passati hanno trattato nelle loro opere dandone definizioni e ritenendola strettamente indispensabile nella vita di un uomo.Il mio primo e unico libro letto, da questo qualcuno giudicherà la mia poca cultura, ho capito molto…. Forse troppo.Infatti in questo libro, di cui non farò il nome, si parlava di cultura,o meglio verità, dal quale due personaggi non molto fittizi di pensiero ed idee completamente opposte ne traevano linfa vitale.Uno di questi due strani ceffi credeva che la verità o sapienza era e poteva solo essere scritta cioè per poter dire di essere una persona sapiente un uomo deve leggere e deve interpretare e trarne il concetto di base.Dall’altra parte vi era chi credeva che per essere considerate persone di una certa cultura e sapienza bisognava avere una certa esperienza di vita e una buona mente per saper collegare,ricordare e capire quegli eventi umani e naturali che ci circondano.In pratica ci si trova davanti due modi diversi di apprendimento: uno strettamente mentale un po’ reazionario che si basa sullo studio di libri e testi ritenendo questi pilastri fondamentali della cultura. L’altro più pratico che si basa sulla teoria empirica, scientifica,un po’ progressista e che porta a considerare ciò che è esperienza tangibile vera e unica fonte di sapienza.Io penso che questi temi siano molto attuali nonostante se ne parlasse già molto ma molto tempo fa.Ma se pur così lontane tra loro quelle due teorie sono per un certo verso simili ed è solo analizzando ciò che hanno in comune possiamo forse arriva a spiegare alcuni interrogativi che abbiamo lasciato in sospeso poche righe fa.Partiamo da lontano…… l’uomo viene o si è inserito(dico così per dare ragione ad entrambe le teorie principali sulla nascita dell’uomo sul pianeta terrestre) sulla vita terrestre da prima come animale allo stato brado e solo col passare del tempo si è “evoluto”, ma nella sua vita è sempre stato attivo .Cioè era attivo quando cacciava e mangiava ma era attivo anche quando pensava a realizzava progetti.Infatti secondo me quelle due teorie sulla sapienza hanno in comune che in entrambe la posizione dell’uomo nei confronti della cultura è attivo.Infatti per apprendere in un caso bisogna leggere ed interpretare la sapienza già scritta , dall’altra parte per conoscere bisogna fare della esperienze di vita.Ma mi domando: è possibile che l’uomo per “avere” qualcosa deve essere attivo? E forse è proprio quell’essere attivo che ci porta crearci ulteriori complicazioni.Certo è vero l’uomo se non mangia e se non beve muore ma … l’uomo quando è messo alle strette della vita tenta il suicidio.Quindi non è forse meglio restare passivo nei confronti di ciò che ci accade attorno? Ciò che abbiamo appreso non è forse sufficiente per vivere?Ed ecco che il beneficio del dubbio cioè quella fase di stallo che ci si pone dinanzi ai problemi non è altro che un modo di restare passivi davanti al tempo che passa e al passare della nostra vita.Cioè voglio dire il non affrontare i problemi o la vita è di un modo per viverla? Io credo di si…. Ed ecco che solo capendo questo si può capire chi contesta ed a volte odia questa strana vita.Già se per alcune persone il vivere è felicità….. l’essere infelice non vuol dire automaticamente il non voler vivere …. Vuol soltanto dire che la vita è.Non so perché sto scrivendo questi miei strani pensieri…. Non so perché ho questi strani pensieri…non so… non so…Eh si non so! .. o non voglio sapere…ma ….sapere … sapere … già forse è proprio questo il problema… sapere.. forse.Eh se un ostacolo cade cosa accade? Penalità… tempo perso… addio vittoria… arrivare per secondo…Forse è proprio chi ha capito che essere il numero uno non è nulla di che.. è la persona che non vuole saltare quel maledetto ostacolo. Già perché essere primo… alla fine prima o poi ci si deve arrivare tutti.E’ come dire che poca importa se uno affronta attivamente o passivamente la propria vita…. Tanto alla fine arriverà l’amica o nemica morte che con il suo alito ci trascinerà verso l’infinito…. Verso quella linea di confine tra il bene e il male ..verso quella linea di confine tra il giusto e lo sbagliato…. Verso quella linea che è il niente.E poco allora servirà essere stati bravi ragazzi…. Aver creduto in dio …. Aver aiutato…perchè il niente non esiste… perché non ci sarà più nessuna risposta a nessuna domanda…. Semplicemente perché il niente sarà il niente.
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